Quali sono le professioni in cui si tradisce di più? La domanda circola sui social accompagnata da classifiche che sembrano inequivocabili. Medici, insegnanti, artigiani, manager e professionisti dell’informatica vengono talvolta indicati come più inclini all’infedeltà. Ma i numeri citati misurano davvero il rischio di tradire oppure raccontano soltanto chi ha risposto a un sondaggio? La differenza cambia completamente il significato della notizia.
Per rispondere abbiamo confrontato un’indagine di Ashley Madison del 2018, una metanalisi scientifica pubblicata nel 2024 e un’analisi del 2025 sui dati del General Social Survey statunitense. I risultati non autorizzano a etichettare una categoria professionale come infedele. Permettono, invece, di ragionare su campioni, status lavorativo, opportunità di incontro e limiti della ricerca.
Il punto non è negare che il lavoro possa influenzare le relazioni. È evitare che un dato parziale diventi una sentenza sulla vita privata di milioni di persone.
Professioni in cui si tradisce di più: da dove arriva la classifica virale
La graduatoria più frequentemente ripresa deriva da un sondaggio svolto tra il 20 e il 23 febbraio 2018 su 1.074 iscritti alla piattaforma per incontri extraconiugali Ashley Madison. Il resoconto pubblicato da The Independent riporta le professioni dichiarate dagli intervistati, separate per sesso. La fonte è una rilevazione commerciale, non uno studio epidemiologico rappresentativo della popolazione.
Fra gli uomini intervistati, il 29% lavorava in mestieri tecnici e artigianali. Fra le donne, il 23% apparteneva all’area medica e sanitaria. Queste percentuali sono state spesso raccontate come se indicassero la quota di artigiani o operatrici sanitarie che tradisce. Non è così: descrivono la composizione professionale di un gruppo di iscritti alla piattaforma.
La tabella del sondaggio Ashley Madison del 2018
| Professione | Uomini | Donne |
|---|---|---|
| Mestieri tecnici e artigianali | 29% | 4% |
| Informatica | 12% | 8% |
| Istruzione | 4% | 12% |
| Sanità | 5% | 23% |
| Finanza | 8% | 9% |
| Commercio e ospitalità | 8% | 9% |
| Assistenza sociale | 2% | 9% |
| Marketing e comunicazione | 6% | 4% |
Quote per sesso fra gli intervistati Ashley Madison, non tassi di infedeltà della professione. La tabella riprende tutte le otto categorie della precedente analisi, integrando le percentuali mancanti verificate nel resoconto del 2018.
Un dato ulteriore riguarda l’imprenditoria, al terzo posto per entrambi i sessi nella graduatoria riportata dalla stampa. Il valore numerico non è indicato nel resoconto di The Independent consultato e non viene quindi inserito nella tabella come se fosse verificato dalla medesima fonte.
Il linguaggio utilizzato in alcuni articoli dell’epoca accentuava l’impressione di una graduatoria del rischio. In realtà, l’indagine non stabiliva quanti lavoratori di ogni professione avessero avuto rapporti extraconiugali, né confrontava i partecipanti con una popolazione di controllo. Anche l’iscrizione a un sito dedicato agli incontri non costituisce prova di un tradimento effettivamente consumato.
Perché il 23% non significa che il 23% delle infermiere tradisca
Immaginiamo cento donne che rispondono a un questionario fra gli iscritti a un servizio di incontri. Se ventitré dichiarano un impiego sanitario, sappiamo soltanto che il settore rappresenta il 23% di quel gruppo. Per sapere quante lavoratrici sanitarie tradiscono, dovremmo partire da un campione rappresentativo di tutte le lavoratrici sanitarie e chiedere, con una definizione precisa, quante abbiano avuto determinati comportamenti.
In termini statistici si tratta della differenza tra la probabilità di lavorare in un settore dato che si appartiene al campione e la probabilità di essere infedeli dato che si lavora in quel settore. Scambiare le due probabilità è un errore di interpretazione, non una semplice imprecisione lessicale.
Esiste poi un problema di selezione: persone con caratteristiche particolari scelgono di iscriversi a determinate piattaforme e, fra queste, soltanto alcune rispondono ai sondaggi. Un campione del genere non può essere esteso automaticamente a medici, artigiani, insegnanti o manager nel loro complesso. Mancano anche informazioni adeguate per separare l’effetto della professione da età, genere, reddito, stato civile e condizioni della relazione.
Che cosa sappiamo davvero sull’infedeltà: 305 studi scientifici
Nel 2024 Benjamin Warach e colleghi hanno pubblicato su Personal Relationships la revisione sistematica e metanalisi The current state of affairs in infidelity research. Gli autori hanno incluso 305 studi, 508.241 partecipanti e 47 Paesi. Si tratta di una base scientifica molto più ampia rispetto a un sondaggio su utenti di una singola piattaforma, pur con limiti importanti di definizione e rappresentatività.
La letteratura non studia un fenomeno unico. Un rapporto sessuale esterno alla coppia, un coinvolgimento sentimentale e comportamenti non sessuali percepiti come tradimento sono categorie differenti. Non tutte le coppie stabiliscono gli stessi confini, e non tutte le ricerche li definiscono con uguale precisione.
Le stime aggregate della letteratura
| Forma di infedeltà | Stima aggregata | Interpretazione |
|---|---|---|
| Sessuale | 17,45% | Rapporti o comportamenti sessuali esterni alla relazione secondo la definizione dello studio |
| Emotiva | 27,15% | Coinvolgimento sentimentale esterno secondo la definizione dello studio |
| Comportamenti non sessuali | 35,05% | Condotte come flirt o incontri, secondo le definizioni utilizzate |
Stime aggregate attribuite alla metanalisi di Warach e colleghi e riportate nella letteratura successiva; derivano da gruppi diversi di studi, non sono categorie esclusive e non devono essere sommate.
Il 17,45% non rappresenta la probabilità universale che una persona tradisca il partner in un dato anno. Le stime derivano da studi condotti in luoghi, periodi e condizioni differenti. Le definizioni operative cambiano; cambia anche la disponibilità delle persone ad ammettere comportamenti socialmente delicati. Il valore sintetico è utile per capire l’ordine di grandezza nei campioni studiati, non per diagnosticare una singola coppia.
La revisione segnala inoltre che la raccolta anonima e i campioni di convenienza sono associati a maggiori dichiarazioni di infedeltà sessuale. È un risultato metodologico essenziale: non conta soltanto che cosa si domanda, ma anche a chi lo si domanda e in quale contesto. Per questo la domanda sulle professioni richiede molta più cautela di una classifica sui social.
Status professionale e tradimento: i dati del 2025
Un secondo filone di ricerca è più vicino al tema lavorativo. Il 25 agosto 2025 Wendy Wang ha pubblicato per l’Institute for Family Studies un’analisi dei dati del General Social Survey statunitense. L’attenzione è rivolta a persone di età compresa fra 25 e 54 anni che sono state sposate almeno una volta. La misura considerata riguarda rapporti sessuali extraconiugali dichiarati, non ogni possibile forma di infedeltà.
Qui non vengono confrontati singoli mestieri come infermiere e idraulici. Le occupazioni sono raggruppate per livello di prestigio. Il risultato cambia anche in relazione al sesso degli intervistati: è dunque improprio ricavare una graduatoria universale.
Prestigio professionale e infedeltà dichiarata dagli uomini
| Prestigio professionale | Uomini che dichiarano infedeltà |
|---|---|
| Alto | 18% |
| Medio-alto | 7% |
| Basso | 13% |
Analisi di Wendy Wang sui dati GSS, adulti statunitensi di 25–54 anni già sposati almeno una volta. Le percentuali non sono confrontabili direttamente con le quote professionali del sondaggio Ashley Madison.
Fra gli uomini nella fascia di prestigio più elevata, il 18% riferiva rapporti extraconiugali; nelle occupazioni medio-alte la quota era del 7%, in quelle a prestigio basso del 13%. L’andamento non è lineare: non basta salire nella scala professionale per prevedere una crescita costante del fenomeno.
Il prestigio può essere collegato a molte caratteristiche: reddito, potere decisionale, rete sociale, possibilità di viaggiare e disponibilità di tempo. Tuttavia queste sono spiegazioni potenziali, non meccanismi causali dimostrati dai numeri della tabella. Un dirigente non diventa infedele per il semplice fatto di dirigere un’azienda.
Prestigio professionale e infedeltà dichiarata dalle donne
| Prestigio professionale | Donne che dichiarano infedeltà |
|---|---|
| Basso | 21% |
| Alto | 9% |
Analisi IFS sui dati GSS. Le percentuali descrivono le fasce riportate dalla fonte e non consentono di attribuire un tasso a singole professioni.
Tra le donne l’analisi riporta un andamento diverso: il 21% nella fascia di prestigio basso e il 9% in quella alta. La differenza è importante proprio perché impedisce una spiegazione semplice basata sul successo professionale. Senza esaminare l’intero insieme di variabili e l’incertezza statistica non possiamo dire che sia il prestigio, da solo, a produrre o prevenire l’infedeltà.
Anche il confronto fra uomini e donne richiede attenzione: le esperienze lavorative, i ruoli familiari, le condizioni economiche e i modi di rispondere a domande intime possono differire. I dati osservazionali possono individuare associazioni; non possono trasformarle automaticamente in cause.
Il lavoro favorisce i tradimenti? Opportunità, turni e relazioni
La professione è un’etichetta molto ampia. Due persone che lavorano nello stesso settore possono avere orari, responsabilità e ambienti sociali completamente differenti. Un medico ospedaliero con turni notturni non vive la stessa quotidianità di un professionista con studio privato; un imprenditore che viaggia frequentemente non ha le stesse opportunità di incontro di chi gestisce una piccola attività locale.
Orari irregolari, trasferte e contatti sociali possono creare occasioni di vicinanza, ma la disponibilità di occasioni non equivale a un comportamento. Per dimostrare che una particolare organizzazione del lavoro aumenti il rischio servirebbero studi capaci di distinguere il contesto professionale dalle caratteristiche delle persone che vi operano.
Alcune ricerche hanno osservato associazioni tra composizione di genere dell’ambiente lavorativo e infedeltà dichiarata, con differenze tra gruppi demografici. Questo non significa che lavorare a contatto con persone attraenti sia di per sé una causa di tradimento. Le interpretazioni dipendono dal disegno della ricerca, dalla popolazione e dalle variabili considerate.
La spiegazione esclusivamente professionale trascura inoltre il patto di coppia. Esclusività, desiderio, comunicazione e confini personali non sono identici per tutti. Un comportamento considerato tradimento in una relazione può non esserlo in un’altra, quando gli accordi sono espliciti e condivisi. Confondere una relazione consensualmente non esclusiva con l’infedeltà compromette anche la qualità delle statistiche.
Cosa cambia quando si osserva la popolazione generale
Nella stessa analisi del 2025, Wang riporta che, tra gli adulti statunitensi di 25–54 anni già sposati almeno una volta, il 17% dichiarava infedeltà nei dati del 1991–1998, contro il 14% nel periodo 2010–2018 e il 13% nei dati 2021–2022. Questi confronti devono essere letti con prudenza: modifiche nelle modalità di intervista possono influenzare le risposte.
Per i dati più recenti, l’11% degli uomini e il 14% delle donne riferiva rapporti extraconiugali; la differenza non risultava statisticamente significativa secondo l’analisi. Non è dunque corretto usare queste cifre per proclamare un sesso intrinsecamente più fedele dell’altro nella fascia considerata.
La stessa fonte riporta differenze secondo istruzione e frequenza delle pratiche religiose. Sono associazioni descrittive e non autorizzano giudizi morali su persone o gruppi. Il punto metodologico resta costante: per confrontare categorie occorrono campioni e denominatori appropriati, non soltanto un elenco di professioni frequenti fra utenti di un servizio.
Le professioni in cui si tradisce di più in Italia: che cosa manca
Per l’Italia non abbiamo individuato una graduatoria nazionale delle singole professioni che soddisfi insieme i requisiti di rappresentatività, definizione coerente di infedeltà e confronto dei tassi per categoria lavorativa. Questo non significa che non esistano sondaggi italiani o dati commerciali. Significa che le informazioni disponibili qui verificate non bastano per attribuire con affidabilità una probabilità di tradimento a ciascun mestiere.
Una ricerca convincente dovrebbe specificare la popolazione di riferimento, distinguere persone sposate e non sposate, definire un periodo temporale, chiarire che cosa sia stato considerato infedeltà e pubblicare numerosità, pesi e intervalli di confidenza. Dovrebbe inoltre considerare età, reddito, condizioni della relazione e composizione della forza lavoro.
Senza questi elementi, un numero apparentemente preciso può essere meno informativo di una risposta prudente. È preferibile dire che non esiste una classifica affidabile per l’Italia, piuttosto che trasformare dati raccolti all’estero in una previsione sul comportamento dei professionisti italiani.
Quali fattori emergono dalla ricerca: quadro delle evidenze
| Fattore | Stato delle evidenze |
|---|---|
| Professione specifica | [INCERTO] Nessuna graduatoria generalizzabile verificata |
| Composizione di genere sul lavoro | [VERIFICATO] Associazioni osservate in alcuni gruppi |
| Reddito e condizione occupazionale | [VERIFICATO] Associazioni rilevate, non necessariamente causali |
| Prestigio professionale | [VERIFICATO] Differenze osservate nei dati GSS |
| Orari irregolari e trasferte | [INCERTO] Non quantificati in modo affidabile dalle fonti qui esaminate |
| Dinamiche individuali e relazionali | [VERIFICATO] Variabili rilevanti nella letteratura scientifica |
La tabella riassume la forza delle conclusioni tratte dalle fonti esaminate. Le etichette indicano lo stato della verifica, non una scala standardizzata di qualità scientifica.
Questo quadro permette di separare tre livelli. I dati verificati descrivono ciò che una fonte ha effettivamente misurato. Le inferenze propongono interpretazioni compatibili con quei dati. Le ipotesi, invece, richiedono ulteriori verifiche. La qualità di un articolo sull’infedeltà dipende soprattutto dalla capacità di non confondere questi livelli.
Controllo delle affermazioni: cosa regge e cosa no
| Verifica | Esito |
|---|---|
| Esistenza dell’indagine Ashley Madison 2018 | VERIFICATO |
| Campione dichiarato di 1.074 iscritti | VERIFICATO |
| Quote del 29% per uomini nei mestieri tecnici e 23% per donne in sanità | VERIFICATO |
| Rappresentatività della popolazione generale | NON DIMOSTRATA |
| Rapporto causale fra professione e tradimento | NON DIMOSTRATO |
| Studi scientifici sul rapporto lavoro–infedeltà | VERIFICATO |
| Classifica affidabile per l’Italia | INCERTO |
| Statistica reale sui tradimenti | NON DIMOSTRATA |
Audit delle affermazioni: una fonte che documenta un sondaggio non dimostra automaticamente una conclusione generale.
Un’ulteriore cautela riguarda la storia delle rilevazioni commerciali. Alcuni resoconti del 2018 citano campioni e percentuali differenti, riconducibili a rilevazioni o mercati non identici. Non è corretto mescolarli in una sola classifica. In questo articolo la tabella delle professioni fa riferimento al sondaggio di 1.074 iscritti riportato da The Independent; gli altri risultati vengono presentati separatamente.
Come leggere le classifiche sull’infedeltà senza farsi ingannare
Quando una notizia annuncia le professioni più infedeli, la prima domanda dovrebbe essere: percentuale di chi? Se il denominatore è composto dagli iscritti a un sito, stiamo leggendo un profilo di utenti. Se invece è composto da lavoratori selezionati con un campionamento rappresentativo, potremmo avvicinarci a una stima della prevalenza per categoria. Anche in questo secondo caso rimarrebbero da esaminare errori di misura e fattori confondenti.
La seconda domanda riguarda la definizione di tradimento. Un sondaggio sulle relazioni sessuali extraconiugali non misura necessariamente messaggi segreti, flirt o legami emotivi. La terza riguarda il tempo: avere tradito almeno una volta nella vita non è equivalente ad aver tradito nell’ultimo anno. Infine occorre chiedersi se le differenze osservate siano statisticamente solide o possano dipendere dalla dimensione del campione.
Le classifiche seducono perché promettono una risposta rapida a una paura complessa. La professione del partner diventa un indizio apparentemente oggettivo. Ma trasformarla in prova rischia di alimentare sospetti ingiustificati e di oscurare i segnali realmente importanti per una relazione: chiarezza degli accordi, fiducia, comportamenti concreti e qualità della comunicazione.
Fedeltà, desiderio e discrezione: oltre le etichette professionali
L’infedeltà non può essere spiegata con un mestiere, un titolo accademico o un livello di reddito. La ricerca mostra un fenomeno multidimensionale, nel quale condizioni individuali, contesti sociali e dinamiche di coppia interagiscono senza offrire scorciatoie diagnostiche. Anche quando un’associazione statistica è solida, resta una descrizione di gruppi, non un giudizio sulla persona che abbiamo davanti.
Chi desidera approfondire il rapporto fra numeri e comportamenti può leggere anche l’analisi Pommenor sui tradimenti dopo le vacanze, che distingue la crescita dell’attività sulle piattaforme dagli effettivi comportamenti extraconiugali. È una distinzione vicina a quella necessaria per interpretare i sondaggi sulle professioni.
La conclusione più attendibile è meno spettacolare di una classifica: alcuni studi rilevano differenze associate a status e caratteristiche del lavoro, ma nessuna delle fonti qui verificate consente di identificare universalmente la professione più infedele. La prudenza, in questo caso, non impoverisce il racconto. Lo rende più preciso.
Fonti e metodo
Fonti principali: The Independent, 30 maggio 2018, per il sondaggio Ashley Madison; Warach e colleghi, Personal Relationships, 2024, per la revisione sistematica; Wendy Wang, Institute for Family Studies, 25 agosto 2025, per l’analisi del General Social Survey. I risultati di fonti diverse non sono stati combinati in un’unica stima.
L’articolo distingue percentuali di composizione del campione, prevalenze dichiarate e associazioni statistiche. Le percentuali sono riportate secondo le definizioni delle rispettive fonti. Non è stata effettuata un’analisi indipendente dei microdati e non vengono attribuite relazioni causali ai risultati osservazionali.
Altre letture su relazioni, desiderio e stili di vita
Pommenor è una piattaforma luxury dedicata a escort e accompagnamento di alto livello, con attenzione a esclusività, qualità e discrezione. Nel blog Pommenor trovano spazio analisi su relazioni, desiderio, intimità e trasformazioni dei comportamenti contemporanei. Per proseguire la lettura, il nostro approfondimento sui tradimenti dopo le vacanze offre un altro esempio di come interpretare criticamente i dati sul mondo delle relazioni.






